Complice anche la riforma del condominio, entrata in vigore ormai da cinque anni, nei casi in cui un condomino non intenda pagare le spese di condominio, esistono metodi più drastici e (forse) più efficaci della “classica” diffida seguita da decreto ingiuntivo, in particolare se il condomino moroso sembri essere privo di qualsivoglia tipo di redditività, esclusione fatta per l’appartamento di cui è proprietario.

Il metodo canonico per recuperare il credito da un condomino moroso, che non paga le spese in proporzione ai suoi millesimi, è quello di inviargli una lettera di diffida e ricorrere al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, in modo che il pignoramento dei beni possa scattare già il giorno seguente a quello dell’avvenuta notifica del decreto ingiuntivo e dell’atto di precetto (si tenga conto che nei casi generici l’esecuzione forzata potrà avere inizio solo dopo 40 giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo).

In tutti i casi, il debitore ha tempo 40 giorni dal ricevimento del decreto per proporre opposizione, ed iniziare pertanto un normale giudizio. Ad ogni buon conto, il giudice non necessariamente sospenderà l’efficacia esecutiva del decreto opposto, per cui il pignoramento potrebbe comunque procedere.

Facilmente però il condomino moroso è disoccupato, senza lavoro e senza pensione, e potrebbe non avere alcun veicolo pignorabile intestato. Ecco allora che la procedura ordinaria di recupero credito non darebbe alcun risultato apprezzabile. Che fare quindi per recuperare un credito da un condomino che non intende pagare le spese condominiali ed è privo di qualsivoglia redditività, eccetto l’appartamento di proprietà?

Dopo la riforma, il codice civile stabilisce la possibilità per l’Amministratore Condominiale, nel caso di mora nel pagamento dei contributi da almeno sei mesi, di procedere con la sospensione al condomino moroso della fruizione dei servizi comuni, ma suscettibili di godimento separato. Fine quindi, per chi non paga le spese condominiali, non solo dell’uso di eventuali campi da tennis, piscine, posti auto riservati nominativamente, ma anche dell’acqua e del gas, se l’appartamento del debitore è collegato all’impianto condominiale centralizzato.

Ma se da un lato all’Amministratore Condominiale è consentito sospendere la fruizione delle utenze (se centralizzate) al condomino moroso, è altrettanto vero che il debitore può ricorrere al giudice civile per vedersi riconosciuto un diritto costituzionale come quello della salute. Il debitore inoltre potrebbe denunziare l’Amministratore per “esercizio arbitrario delle proprie ragioni”, nei casi in cui l’Amministratore non si sia fatto autorizzare dal Tribunale ricorrendo d’urgenza al giudice, almeno fintanto che la Cassazione non si pronuncerà facendo un po’ di chiarezza.

Per recuperare un credito da un condomino moroso, inoltre, è sempre possibile procedere con il pignoramento della casa (pignoramento immobiliare), senza ostacoli degni di menzione alcuna, come ad esempio l’entità del credito o un eventuale fondo patrimoniale. Elemento frenante spesso sono però i costi ed i tempi.

Per maggiori informazioni sulle possibilità di recupero del credito da un condominio moroso contatta Servizisicuri.com, allo 02 83417718 oppure scrivi a info@servizisicuri.com