Che cos’è la falsa malattia
Si parla di falsa malattia quando un lavoratore si assenta dal lavoro dichiarando uno stato patologico inesistente oppure incompatibile con le attività effettivamente svolte durante l’assenza.
In questi casi, l’assenza non risponde a una reale esigenza di tutela della salute, ma diventa uno strumento abusivo per sottrarsi agli obblighi lavorativi.
La condotta assume particolare rilevanza quando la malattia viene “strategicamente” collocata in prossimità di fine settimana, ponti, turni disagiati o subito dopo periodi di ferie, dando origine a sospetti di simulazione.
Quando l’assenza per malattia diventa sospetta
Nella prassi aziendale, la falsa malattia emerge spesso attraverso comportamenti ricorrenti, quali:
- assenze frequenti in giornate critiche per l’organizzazione del lavoro;
- ripetizione sistematica di eventi morbosi di breve durata;
- coincidenza dell’assenza con impegni personali o attività alternative;
- segnalazioni da parte di terzi o riscontri indiretti su comportamenti incompatibili con la patologia dichiarata.
In tali situazioni, l’assenza dal posto di lavoro assume una funzione “tattica” e non più sanitaria.
Gli obblighi del lavoratore in caso di malattia
Il lavoratore dipendente che si ammala è tenuto a rispettare precisi adempimenti formali e sostanziali. In particolare deve:
- comunicare tempestivamente l’assenza al datore di lavoro, nei tempi previsti dal contratto collettivo o dal regolamento aziendale;
- sottoporsi a visita medica entro il secondo giorno dall’inizio della malattia;
- assicurarsi che il certificato venga trasmesso telematicamente all’INPS;
- fornire al datore di lavoro il numero di protocollo del certificato medico.
Il mancato rispetto di tali obblighi può comportare sanzioni disciplinari, anche in presenza di certificazione medica valida.
Assenza per malattia non comunicata
La tardiva o mancata comunicazione dell’assenza dal luogo di lavoro costituisce un inadempimento contrattuale.
Se il lavoratore dipendente non è in grado di giustificare il ritardo, il datore di lavoro può legittimamente applicare una sanzione disciplinare, indipendentemente dall’invio del certificato all’INPS.
La visita fiscale INPS
Per verificare la reale sussistenza dello stato di malattia, il datore di lavoro può richiedere all’INPS una visita medica di controllo, nota come visita fiscale.
L’accertamento può essere disposto anche direttamente dall’INPS.
Il lavoratore deve essere reperibile presso il domicilio indicato nel certificato durante le fasce previste, tutti i giorni, inclusi festivi:
- settore privato: 10:00–12:00 e 17:00–19:00;
- settore pubblico: 9:00–13:00 e 15:00–18:00.
Visita fiscale immediata: quando è possibile
La visita fiscale può essere effettuata già nel primo giorno di malattia, ma solo se la richiesta viene inoltrata entro orari ben precisi.
In base alle disposizioni INPS:
- per una visita mattutina, la richiesta deve pervenire entro le ore 8:25;
- per una visita pomeridiana, entro le ore 11:59.
Oltre tali orari, l’accertamento slitta al giorno successivo.
Assenza alla visita fiscale: quali sono le conseguenze
L’assenza ingiustificata del lavoratore durante la visita fiscale comporta gravi conseguenze economiche e disciplinari:
- alla prima assenza, perdita dell’indennità INPS per i primi 10 giorni;
- alla seconda assenza, riduzione del 50% dell’indennità residua;
- alla terza assenza, sospensione totale dell’indennità fino al termine della malattia.
Oltre al profilo previdenziale, l’assenza alla visita costituisce una violazione nei confronti del datore di lavoro e può giustificare provvedimenti disciplinari fino al licenziamento per giusta causa.
Come si accerta la falsa malattia
La falsa malattia non viene scoperta esclusivamente tramite visita fiscale.
Numerose pronunce della Cassazione hanno confermato la legittimità del licenziamento nei casi in cui il lavoratore (c.d. dipendente infedele), durante l’assenza:
- svolge un’altra attività lavorativa;
- è impegnato in attività incompatibili con la patologia dichiarata;
- compie azioni che ritardano o compromettono la guarigione.
Anche le attività ricreative possono rilevare, se risultano incoerenti con lo stato di salute attestato, una falsa malattia.
È sempre vietato svolgere attività durante la malattia?
Non tutte le attività svolte durante la malattia sono necessariamente illecite.
La valutazione deve tenere conto di:
- compatibilità con la patologia;
- assenza di concorrenza con il datore di lavoro;
- mancanza di pregiudizio alla guarigione.
In presenza di incompatibilità, la condotta può integrare falsa malattia.
Falsa malattia e licenziamento per giusta causa
Secondo la giurisprudenza consolidata, il licenziamento disciplinare è legittimo quando la condotta del lavoratore dipendente viola gravemente i doveri di correttezza, diligenza e fedeltà, compromettendo in modo irreparabile il rapporto fiduciario con il datore di lavoro.
Mentire sul proprio stato di salute significa utilizzare un diritto per finalità diverse da quelle previste dalla legge, con conseguenze potenzialmente espulsive.
Le responsabilità del medico
Anche il medico che rilascia consapevolmente un certificato falso può essere chiamato a rispondere penalmente per falso ideologico, avendo attestato uno stato di salute non veritiero.
FAQ – Falsa malattia del dipendente infedele
Che cosa si intende per falsa malattia?
Si parla di falsa malattia quando un lavoratore si assenta dal lavoro dichiarando uno stato patologico inesistente oppure incompatibile con le attività effettivamente svolte durante l’assenza.
Quali sono i rischi per chi dichiara una falsa malattia?
Il lavoratore rischia la perdita dell’indennità INPS, sanzioni disciplinari e, nei casi più gravi, il licenziamento per giusta causa. In alcune ipotesi può configurarsi anche il reato di truffa ai danni dello Stato.
Il datore di lavoro può chiedere una visita fiscale?
Sì. Il datore di lavoro può richiedere all’INPS una visita fiscale per verificare la reale sussistenza dello stato di malattia. L’accertamento può essere disposto anche d’ufficio dall’INPS.
Quali sono le fasce di reperibilità per la visita fiscale?
Il lavoratore deve essere reperibile presso il domicilio indicato:
- settore privato: dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00;
- settore pubblico: dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00.
Le fasce valgono tutti i giorni, festivi compresi.
Cosa succede se il lavoratore è assente alla visita fiscale?
L’assenza ingiustificata comporta la perdita totale o parziale dell’indennità INPS e può giustificare l’applicazione di sanzioni disciplinari fino al licenziamento per giusta causa.
Svolgere altre attività durante la malattia è sempre vietato?
No. È vietato solo quando l’attività è incompatibile con la patologia dichiarata, pregiudica la guarigione o è in concorrenza con il datore di lavoro.
È possibile licenziare un dipendente per falsa malattia?
Sì. La Cassazione ha più volte confermato la legittimità del licenziamento quando la falsa malattia compromette il rapporto fiduciario tra lavoratore e datore di lavoro.
Anche il medico può avere responsabilità?
Sì. Il medico che rilascia consapevolmente un certificato di malattia non veritiero può rispondere di falso ideologico.

